L’orgoglio e l’umiltà hanno due ritmi biologici opposti: l’orgoglio è un’esplosione, l’umiltà è una gestazione.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò

L’orgoglio e l’umiltà hanno due ritmi biologici opposti: l’orgoglio è un’esplosione, l’umiltà è una gestazione.
​Il miraggio del “Tutto e Subito”: La trappola dell’Orgoglio
​L’orgoglio ha fretta perché si nutre di immagine. Chi è orgoglioso non cerca la crescita, cerca la conferma. Nel terreno sassoso, il seme germoglia subito perché non deve fare la fatica di spingere le radici verso il basso; tutta l’energia viene sprecata per apparire in superficie.


​L’illusione della prestazione: L’orgoglio ti sussurra che puoi diventare un “santo” o un “cristiano perfetto” in un istante, solo con la tua forza di volontà. Vuole il risultato visibile per potersi gloriare del successo.

La fragilità dell’altezza: Quando cresci senza radici, ogni centimetro guadagnato verso l’alto è un pericolo in più. Senza profondità, più sei alto, più è facile che il sole o il vento ti abbattano. L’orgoglio ti alza da terra solo per farti schiantare meglio.

La pazienza dell’Humus: Il tempo dell’Umiltà
​L’umiltà sa di essere terra. E la terra sa aspettare. L’umiltà non ha l’ansia di dimostrare nulla, perché non deve difendere un’immagine di sé, ma deve solo custodire una vita.

Il lavoro invisibile: L’umiltà accetta il tempo del “buio”. La radice cresce sottoterra, dove nessuno la vede e nessuno fa l’applauso. Questo è il tempo della preghiera fedele anche quando è arida, della carità nascosta, del silenzio.

La resistenza al calore: L’umiltà richiede tempo perché deve costruire una struttura di nutrimento. Mentre l’orgoglioso è già bruciato dal “sole” delle prime critiche o delle prime difficoltà, l’umile resiste perché sta attingendo a riserve profonde che ha scavato con pazienza giorno dopo giorno.
​Accettare la lentezza: Essere umili significa accettare di essere creature limitate. La terra non produce il frutto in un secondo; accetta i cicli delle stagioni, la pioggia e il gelo.

In definitiva, l’orgoglio è una costruzione (che può crollare), mentre l’umiltà è una coltivazione (che porta frutto). Dio non ha fretta; l’unico che ha fretta è chi ha paura di essere scoperto per quello che è veramente: un terreno che ha bisogno di cure.

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